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L’EVOLUZIONE DELLA CANTIERISTICA NELLE MARCHE:
VERSO IL DISTRETTO DEL MARE

Ancona, 1 luglio 2004

FINALITA’ DEL CONVEGNO.

• C’è un nuovo distretto nell’economia regionale: il “distretto del mare”.


• La cantieristica navale e da diporto vive un processo di grande evoluzione e crescita.


• “Vivere e lavorare con il mare”, un valore antico della tradizione regionale, sta assumendo una forma capace di integrare e rilanciare sviluppo delle conoscenze, qualità, innovazione, internazionalizzazione ed attrattività per l’economia regionale.

1.LA “VIA ADRIATICA ALLO SVILUPPO”.

• Nuova prospettiva a est per l’Europa: dall’Atlantico agli urali senza più barriere politico-ideologiche.


• Anni ’90: l’Unione Europea sviluppa programmi transfrontalieri e di pre-adesione con l’Est.


• Maggio 2004: integrazione ad Est (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia,
Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca, Malta e Cipro). Nel 2007 Romania e Bulgaria……………..


• Adriatico: da linea frontiera a spazio comune.

L’ALLARGAMENTO AD EST.


Effetti quantitativi Effetti qualitativi

1.Pil UE circa 1.centralità delle relazioni
10 mila mld euro verso Est (economia/export)

2.Popolazione +25% 2.Mare Adriatico infrastruttura
(500 milioni) di collegamento verso Balcani
nuovo mercato domestico ed Europa Centro-Orientale

3.Da 9 a 27 Stati in 20 anni 3.Marche
posizione baricentrica
piattaforma di produzioni e servizi
nell’euro-regione Adriatica

2.L’ECONOMIA DEI DISTRETTI NELLE MARCHE.


• Distretti core-business dell’economia regionale (80% export ed occupazione): calzature e tessile-abbigliamento (sistema moda); legno, mobili e arredi (sistema-casa); meccanica ed elettronica.

• Dinamicità, flessibilità, adattabilità.

• Nuovi modelli di organizzazione distrettuale delle attività economiche:

? nuove reti relazionali su scala internazionale (globalizzazione) trasformano e ampliano consolidate filiere produttive locali;

? sviluppo di nuove formule organizzative (gruppi e reti) intorno ad imprese leader;

? crescita di nuove filiere e aggregazioni tra imprese, anche in comparti diversi dal tipico core-business dell’economia marchigiana, che integrano risorse e competenze di settori economici complementari.


3.IL “DISTRETTO DEL MARE”.


• Filiera di attività industriali e artigianali:

? specializzata nella cantieristica navale, da diporto e nel mercato degli accessori (indotto a monte), caratterizzata da produzioni di eccellenza e di altissima qualità;

? organizzata intorno ad alcune imprese-guida leader a livello mondiale;

? concentrata territorialmente;

? internazionalmente aperta;

? capace di coniugare economie di scala e flessibilità produttiva;

? capace di relazioni crescenti con i settori economici complementari del turismo e del terziario commerciale (indotto a valle), che a loro volta tendono ad integrarsi nella filiera allargata del distretto stesso.
I PROFILI ECONOMICI DEL DISTRETTO DEL MARE.


• Primi tre produttori mondiali* di megayacht sono nelle Marche: Azimut, Rodriguez Group, Ferretti Group. Presente Fincantieri, leader mondiale (46%) nel mercato cruise-ferries/traghetti passeggeri.

• In media, l’80% della produzione è destinata all’export.

• Unità locali nella cantieristica navale e da diporto nelle Marche: 314. Occupazione diretta di 1945 addetti.

• Indotto: PMI industriali ed artigianali (meccanica, legno, cuoio, elettronica, moda) tutte orientate a hig-quality, ricerca sui materiali, innovazione di prodotto, spesso sulle frontiere tecnologiche.

• Presenti il 4,5% delle aziende, il 9,23% degli addetti e circa il 10% dell’export dell’industria nautica nazionale.

*Classifica per n° progetti e lunghezza complessiva della produzione (Fonte: Global Build Report 2003-2004, Yachts International).

• Il 90% dell’occupazione è distribuita nelle Province di Ancona e Pesaro.


Unità locali e addetti: distribuzione territoriale per Province (2003).

Unità locali Addetti


Ancona 72 1037
Pesaro-Urbino 179 712
Macerata 35 119
Ascoli 28 77

Totale Marche 314 1945

Fonte: Regione Marche.

• I dati non comprendono l’indotto artigianale (circa 6000 unità stimate) e l’indotto del turismo nautico e del terziario commerciale.


• Elevatissimi i tassi di sviluppo: export ed occupazione +100% dal 2000 al 2003.

Il trend di sviluppo del comparto nelle Marche.

1999 2000 2001 2002 2003


Unità locali 213 224 248 266 314

Addetti 1061 1000 1891 1908 1945

Export* 71 77 90 122 133

*Valori in mln di euro, riferiti solo a navi e imbarcazioni.
Fonte: Regione Marche.



LA CANTIERISTICA DA DIPORTO IN ITALIA.


• Italia leader nel mondo nel segmento megayacht (37% del mercato mondiale).

• Fatturato della nautica da diporto: nel 2002 +9,0% (1777 mln di euro) e +56,6% rispetto al 2000 (Fonte Ucina).

• Contributo al PIL nazionale: 1.953 milioni di euro (+9,9%).

• La produzione nazionale è destinata per circa l’80% all’export.


Nautica da diporto in Italia - valutazioni globali e indotto della produzione
(mln di euro).

1998 1999 2000 2001 2002

Produzione diretta 1033 1291 1498 1777 1953
Indotto (turismo nautico) 3615 3873 4132 4103 4300
Totale 4648 5165 5629 5880 6253


Fonte: Ucina.

Nautica da diporto in Italia - valutazioni globali e indotto dell’occupazione
(unità lavorative).

1998 1999 2000 2001 2002

Occupazione diretta 8300 9500 10000 11000 11600
Indotto a monte 5200 5500 5900 6000 6200
Indotto a valle (turismo nautico) 65500 70000 75000 76000 76500
Totale 79000 85000 90900 93000 94300

Fonte: Ucina.

Destinazioni finale del fatturato comparto unità da diporto
(mln di euro)

1998 1999 2000 2001 2002


Fatturato globale 857 1079 1255 1583 1779

-Estero 599 741 868 1113 1244
-Italia 258 338 387 470 535

Fonte: Ucina.


4. LA POLITICA INDUSTRIALE A FAVORE DEL “DISTRETTO DEL MARE”.


IL MODELLO GENERALE DELLA POLITICA INDUSTRIALE REGIONALE.


. OBIETTIVI GENERALI DI POLICY OBIETTIVI “FATTORIALI” DI POLICY

-Competitività/attrattività -Ricerca, innovazione e qualità
di sistema territoriale -Internazionalizzazione
-Innovazione core-business -Infrastrutture, logistica integrata
-Incremento PIL -Credito e finanza per lo sviluppo
-Occupazione di qualità -Formazione
-Sviluppo sostenibile -Energia


STRUMENTI DI INTERVENTO

MODELLI DI GOVERNANCE -Piano per le attività produttive
-Testo Unico Attività produttive
-Concertazione e relazionalità -Docup Ob. 2 e Fondo Unico
-Progettualità collaborativa -Infrastrutture di servizi
di sistema -Delibere Cipe ricerca
-Capitale sociale, risorse umane -Società regionale di Garanzia -Comitati di distretto
-Arstel
L’ATTRATTIVITA’ DEL SISTEMA-MARCHE.

• Lo sviluppo del “Distretto del Mare” rafforza una priorità di crescita e coesione della comunità regionale: l’attrattività del sistema-Marche nello scenario globale.


Competizione globale tra sistemi
(regioni e paesi)


Mercato mondiale dei prodotti Mercato mondiale delle localizzazioni
di attività ad alta crescita
occupazionale ed innovativa

Attrattività/competitività Attrattività/competitività
internazionale territoriale

SVILUPPO “DISTRETTO DEL MARE”

POLITICA INDUTRIALE REGIONALE
FATTORIALE E TERRITORIALIZZATA
COLLABORAZIONI PROGETTUALI DI SISTEMA: IL COMITATO DI DISTRETTO DEL MARE.


• Primi indirizzi e linee guida di interventi a favore del distretto del mare

• Distretto: definito dalla volontà degli attori locali di definire strategie cooperative e coalizioni per lo sviluppo locale.

• Comitato di Distretto del Mare: può avere il compito di raccogliere e mobilitare reti e alleanze di imprese, lavoratori, Istituti di credito, associazioni di categoria e Istituzioni (non come forma burocratico-amministrativa) come “cabina di regia” snella orientata a sviluppare collaborazioni progettuali con dimensioni adeguate per rafforzare i fattori critici di competitività.

• Da 5 a 6 COICO?

• La Regione è disponibile ad offrire il proprio contributo e supporto delle nuove strategie di sviluppo coalizionale che gli operatori del “distretto del mare” ci auguriamo vorranno sperimentare per rafforzare il proprio contributo alla crescita economica, occupazionale e sociale della comunità delle Marche.

• E’ una sfida, questa, che riguarda l’intero sistema regionale.


 
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