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| L’EVOLUZIONE
DELLA CANTIERISTICA NELLE MARCHE:
VERSO IL DISTRETTO DEL MARE Ancona, 1 luglio 2004 FINALITA’ DEL CONVEGNO. • C’è un nuovo distretto nell’economia regionale: il “distretto del mare”.
1.LA “VIA ADRIATICA ALLO SVILUPPO”. • Nuova prospettiva a est per l’Europa: dall’Atlantico agli urali senza più barriere politico-ideologiche.
L’ALLARGAMENTO AD EST.
1.Pil UE circa 1.centralità delle relazioni 3.Da 9 a 27 Stati in 20 anni 3.Marche 2.L’ECONOMIA DEI DISTRETTI NELLE MARCHE.
• Dinamicità, flessibilità, adattabilità. • Nuovi modelli di organizzazione distrettuale delle attività economiche: ? nuove reti relazionali su scala internazionale (globalizzazione) trasformano e ampliano consolidate filiere produttive locali; ? sviluppo di nuove formule organizzative (gruppi e reti) intorno ad imprese leader; ? crescita di nuove filiere e aggregazioni tra imprese, anche in comparti diversi dal tipico core-business dell’economia marchigiana, che integrano risorse e competenze di settori economici complementari.
? specializzata nella cantieristica navale, da diporto e nel mercato degli accessori (indotto a monte), caratterizzata da produzioni di eccellenza e di altissima qualità; ? organizzata intorno ad alcune imprese-guida leader a livello mondiale; ? concentrata territorialmente; ? internazionalmente aperta; ? capace di relazioni crescenti con i settori economici complementari
del turismo e del terziario commerciale (indotto a valle), che a loro
volta tendono ad integrarsi nella filiera allargata del distretto stesso.
• In media, l’80% della produzione è destinata all’export. • Unità locali nella cantieristica navale e da diporto nelle Marche: 314. Occupazione diretta di 1945 addetti. • Indotto: PMI industriali ed artigianali (meccanica, legno, cuoio, elettronica, moda) tutte orientate a hig-quality, ricerca sui materiali, innovazione di prodotto, spesso sulle frontiere tecnologiche. • Presenti il 4,5% delle aziende, il 9,23% degli addetti e circa il 10% dell’export dell’industria nautica nazionale. *Classifica per n° progetti e lunghezza complessiva della produzione (Fonte: Global Build Report 2003-2004, Yachts International). • Il 90% dell’occupazione è distribuita nelle Province di Ancona e Pesaro.
Unità locali Addetti
Totale Marche 314 1945 Fonte: Regione Marche. • I dati non comprendono l’indotto artigianale (circa 6000 unità stimate) e l’indotto del turismo nautico e del terziario commerciale.
Il trend di sviluppo del comparto nelle Marche. 1999 2000 2001 2002 2003
Addetti 1061 1000 1891 1908 1945 Export* 71 77 90 122 133 *Valori in mln di euro, riferiti solo a navi e imbarcazioni.
• Fatturato della nautica da diporto: nel 2002 +9,0% (1777 mln di euro) e +56,6% rispetto al 2000 (Fonte Ucina). • Contributo al PIL nazionale: 1.953 milioni di euro (+9,9%). • La produzione nazionale è destinata per circa l’80% all’export.
1998 1999 2000 2001 2002 Produzione diretta 1033 1291 1498 1777 1953
Nautica da diporto in Italia - valutazioni globali e indotto dell’occupazione
1998 1999 2000 2001 2002 Occupazione diretta 8300 9500 10000 11000 11600 Fonte: Ucina. Destinazioni finale del fatturato comparto unità da diporto 1998 1999 2000 2001 2002
-Estero 599 741 868 1113 1244 Fonte: Ucina.
• Lo sviluppo del “Distretto del Mare” rafforza una priorità di crescita e coesione della comunità regionale: l’attrattività del sistema-Marche nello scenario globale.
Attrattività/competitività Attrattività/competitività
SVILUPPO “DISTRETTO DEL MARE” POLITICA INDUTRIALE REGIONALE
• Distretto: definito dalla volontà degli attori locali di definire strategie cooperative e coalizioni per lo sviluppo locale. • Comitato di Distretto del Mare: può avere il compito di raccogliere e mobilitare reti e alleanze di imprese, lavoratori, Istituti di credito, associazioni di categoria e Istituzioni (non come forma burocratico-amministrativa) come “cabina di regia” snella orientata a sviluppare collaborazioni progettuali con dimensioni adeguate per rafforzare i fattori critici di competitività. • Da 5 a 6 COICO? • La Regione è disponibile ad offrire il proprio contributo e supporto delle nuove strategie di sviluppo coalizionale che gli operatori del “distretto del mare” ci auguriamo vorranno sperimentare per rafforzare il proprio contributo alla crescita economica, occupazionale e sociale della comunità delle Marche. • E’ una sfida, questa, che riguarda l’intero sistema regionale. |
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