I SERVI DI PUBBLICA
UTILITA'
Scenari e strategie di sistema per le Marche
Venerdì 22 febbraio 2002
Sala Riunioni Giunta Regionale
L'ampiezza e la vivacità del dibattito sviluppatosi intorno alla
riforma dei servizi pubblici locali è un sicuro indice della complessità
degli interessi coinvolti e delle problematiche che in esso confluiscono.
La disciplina di questo settore, infatti, taglia trasversalmente una
serie di problematiche di particolare attualità.
La necessità di un radicale riassetto dell'intero settore è
nata dalla esigenza di migliorare i risultati, sotto il profilo delle
tariffe e della qualità dei servizi erogati al cittadino, di una
gestione dei servizi pubblici locali attuata in assenza di reali meccanismi
di concorrenzialità.
La mancanza di un sistema concorrenziale riguarda tanto le gestioni pubbliche,
realizzate con aziende pubbliche o con gestioni in economia, quanto quelle
private, realizzate secondo lo schema concessorio.
In tale contesto la riforma dei servizi pubblici locali mira soprattutto
a migliorare la qualità e la quantità dell'offerta per il
cittadino-utente, garantendo tariffe il più possibile contenute.
In questa direzione, i processi legislativi di riforma hanno seguito
alcune linee di riferimento:
- procedere ad una nuova individuazione delle aree tecnicamente definibili
come monopolio naturale, con la previsione di meccanismi che consentano
il continuo aggiornamento e la ridefinizione delle stesse aree;
- aprire al mercato le aree non riconducibili nell'ambito del monopolio
naturale, garantendo l'esercizio della concorrenza nei servizi a monte
e a valle del monopolio naturale;
- prevedere, con riguardo ai servizi rientranti nell'area del monopolio
naturale così individuata, meccanismi di selezione del gestore
che consentano di premiare l'iniziativa di imprenditoriale e l'innovazione.
Sul processo di trasformazione in corso ha certamente influito anche
il consolidamento dei principi di matrice comunitaria, primo fra tutti
quello della concorrenza.
Questo significa che anche nel settore dei servizi pubblici locali il
meccanismo concorrenziale introduce un effetto moltiplicatore di efficienza
e di qualità delle prestazioni offerte alla collettività,
accrescendo il margine di aderenza dei servizi alle esigenze dei cittadini-utenti.
La riforma del settore si muove, dunque, nella direzione della liberalizzazione
e dell'effettiva apertura al mercato.
Profondi sono i riflessi di tali processi per gli Enti locali.
Il baricentro del nuovo assetto che si sta delineando va individuato
nel diverso ruolo assegnato agli enti titolari dei servizi: non più
gestori, ma regolatori dell'attività di soggetti imprenditorialmente
autonomi.
Agli Enti locali sono affidate funzioni di indirizzo, programmazione
dello sviluppo delle reti e delle infrastrutture, di vigilanza e di controllo
dell'attività dei gestori.
Viene così introdotta la distinzione tra soggetto gestore delle
reti e soggetto erogatore dei servizi.
In questo quadro, gli Enti locali sono chiamati a realizzare gradualmente
una radicale trasformazione nel sistema di assegnazione della gestione
dei servizi: acqua, trasporti, energia, ambiente ed altri ancora.
Mentre le aziende speciali debbono affrontare la sfida della trasformazione
in società di capitali, con la proprietà delle reti e degli
impianti che viene affidata all'Ente locale.
All'Ente locale compete anche una rinnovata responsabilità nei
confronti della propria comunità: deve svolgere il ruolo, comunque
diverso da quello di gestore del servizio, di garante verso i cittadini
della qualità del servizio:
in quanto titolare dello stesso.
L'Ente, infatti, deve svolgere un ruolo di tutela degli interessi dei
cittadini sul piano della qualità dei servizi offerti dai gestori,
rispondendo della coerenza delle tariffe e delle modalità di accesso
alle prestazioni.
In questo modo il rapporto di erogazione dei servizi pubblici locali
viene ad essere costituito secondo un modello triangolare che coinvolge
gli Enti titolari del servizio, i gestori e i cittadini-utenti.
Profonde sono anche le conseguenze operative di tali processi di riforma.
Gli Enti locali sono chiamati a svolgere nuovi compiti di regolazione
finora solo in parte esercitati ed a procedere ad affidamenti con tutte
le garanzie concorrenziali imposte dal nuovo regime.
Ma anche i candidati gestori hanno bisogno di tempo per impostare la
propria attività, al fine di definire progetti industriali, formule
organizzative, assetti societari, capaci di sostenere la competizione
in un mercato che si presenta estremamente aperto alla concorrenza anche
internazionale.
In questo scenario, dunque, anche nelle Marche siamo chiamati ad affrontare
sfide importanti per il futuro della nostra comunità.
Anche nella nostra regione, infatti, i servizi pubblici locali costituiscono
fondamentali fattori di sviluppo e di crescita.
Questi, infatti, soddisfano bisogni primari dei cittadini, incidendo
così sui livelli di sicurezza e benessere sociale delle nostre
comunità.
Inoltre, tali servizi possono offrire importanti economie esterne per
il tessuto produttivo marchigiano, influenzando quindi anche i livelli
di competitività del nostro sistema regionale.
Anche nelle Marche, dunque, la sfida è di stimolare l'efficienza,
l'efficacia e la scelta dei più adeguati assetti organizzativi,
a vantaggio degli utenti in termini di qualità e costi dei servizi,
e della complessiva capacità di crescita del sistema regionale.
Tuttavia, nella nostra regione, si registra ancora un panorama troppo
frammentato.
Non v'è dubbio, infatti, che le resistenze siano molte e spesso
su fronti opposti:
da un lato l'apertura al mercato dei servizi pubblici locali significa,
per molti gestori pubblici e privati, la rinuncia a privilegi e margini
di protezione.
Ma il nuovo assetto delineato dovrebbe assicurare - attraverso l'innovazione
organizzativa, tecnologica e gestionale - sviluppo di imprenditorialità,
anche in settori non tradizionali e crescita occupazionale, consentendo
così anche il raggiungimento di nuovi ed importanti obiettivi di
politica industriale.
L'incontro di oggi nasce proprio dall'esigenza di avviare un confronto
e una riflessione tra tutti gli attori protagonisti dei processi in corso,
al fine di trasformare il processo di liberalizzazione in atto in un'opportunità
di crescita per i cittadini, le imprese, gli Enti locali delle Marche.
In questa direzione oggi ci sarà anche la presentazione di un'esperienza
concreta di public utility, al fine di offrire un esempio di un concreto
modello di riferimento.
Ma la finalità di fondo, più ambiziosa, dell'incontro odierno,
è quella di delineare una comune strategia di azione tra tutti
i soggetti protagonisti dei processi di riforma dei servizi pubblici locali
per rafforzare ulteriormente il capitale sociale e la competitività
del sistema-Marche.
E' questa la sfida a cui il mondo dell'economia e delle istituzioni delle
Marche non possono sottrarsi per poter proseguire su un duraturo sentiero
di benessere sociale e sviluppo economico.
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