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STANDARD & POOR’S

SPACCA INTERVIENE SULLA RIDUZIONE DEL RATING

 

 

La decisione di Standard & Poor’s di ridurre il rating al Paese Italia, ha coinvolto anche gli Enti Locali e le Regioni italiane. Tra esse Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta.

Sulla questione è intervenuto il Presidente della regione Marche Gian Mario Spacca.

“La decisione di Standard & Poor’s di confermare il rating di controparte ma di modificare l’ outlook della Repubblica italiana da “AA-“ con outlook stabile ad “AA-“ con prospettiva negativa era purtroppo prevedibile se si pensa che già il 29 giugno u.s. un’altra agenzia internazionale di rating , la Fitch , aveva deciso lo stesso “ downgrade ”. La Standard & Poor’s ha automaticamente declassato da stabili a negativi gli “ outlook ” di tutti i soggetti - banche, Enti locali, Regioni tra cui le Marche – collocati allo stesso livello di rating della repubblica italiana.

Ci si chiede quali effetti sui conti pubblici della Regione questa decisione potrà determinare.

Avendo la Standard & Poor’s concesso diciotto mesi di tempo per verificare l’evoluzione del rapporto debito-PIL (al momento superiore al 108 %) e del rapporto deficit – PIL (oggi intorno al 4,7%), a loro volta indicatori sintetici dell’efficacia delle misure di politica economica e fiscale intraprese, due prospettive si potranno presentare alla Regione Marche.

Se a fine 2006 si registrerà un miglioramento dei suddetti indicatori, gli effetti a livello regionale dovrebbero essere contenuti e facilmente gestibili.

Se invece la situazione economica, finanziaria e fiscale dell’Italia non dovesse migliorare o addirittura dovesse peggiorare verrebbe declassato lo stesso rating sovrano dell’Italia e delle Regioni e la capacità delle stesse di ripagare il proprio debito verrebbe giudicata fortemente compromessa, con gravi effetti sui tassi applicati ai propri debiti.

Si può comunque ragionevolmente ritenere che gli effetti non sarebbero gravi per i conti della Regione Marche che, anche se in un contesto nazionale fortemente deteriorato, nella contrazione di mutui autorizzati per il finanziamento delle proprie spese di investimento, si vedrebbe imporre condizioni e tassi di interesse meno vantaggiosi ma non tali da non essere immediatamente riassorbiti nella gestione del proprio bilancio.

Si ricorda che al momento l’ammontare dei mutui regionali autorizzati ma non contratti (si veda la relazione alla proposta di assestamento di bilancio 2005) è pari 323 milioni di euro, cifra destinata comunque ad abbassarsi notevolmente nei prossimi mesi.

Si ricorda, infine, che le stesse condizioni alla base del prestito obbligazionario “Bramante Bond” in particolare il tasso fisso oltre che contenuto, mettono la Regione al riparo da ogni rischio derivante dall’eventuale oscillazione dei tassi d’interesse”.
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