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| LE REGIONI PER LA DIFESA ATTIVA DEL “MADE IN ITALY” Il Presidente Spacca: “Strategia obbligata per lo sviluppo”. Accolte le richieste dell’Associazione nazionale calzaturieri.
Su proposta della Regione Marche, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha approvato ieri uno specifico ordine del giorno per la difesa attiva del “Made in Italy”. “Il sostegno del Made in Italy - spiega il Presidente Gian Mario Spacca della Regione Marche, coordinatrice della Commissione Attività Produttive della Conferenza - è una strategia obbligata per rilanciare la competitività e la capacità di sviluppo del Paese. In uno scenario in cui la domanda interna è stagnante, le prospettive della nostra economia dipendono soprattutto dalla capacità di agganciare stabilmente i nuovi flussi del commercio internazionale. Il sostegno all’internazionalizzazione ed al Made in Italy, dunque, è una priorità strategica di politica economica: è necessario invertire la tendenza alla perdita di competitività e quote di mercato del sistema-Paese, che risulta ancor più preoccupante perché avviene in un contesto di crescita della domanda mondiale complessiva.” L’ordine del giorno, proposto dalla Regione Marche ed approvato dalla Conferenza delle Regioni, riconosce il ruolo centrale che il Made in Italy svolge nella formazione della ricchezza e dell’occupazione della comunità nazionale, evidenziando i danni apportati a tali produzioni dalle contraffazioni e dalle violazioni delle norme riguardanti la proprietà intellettuale. Per questo le Regioni chiedono al Governo nazionale di impegnarsi in tutte le sedi competenti per la difesa attiva del Made in Italy, mediante l’adozione delle seguenti misure: 1.obbligatorietà della stampigliatura di origine per i prodotti che entrano nella UE, ai fini della corretta informazione del consumatore; 2.adozione di misure tempestive (come le quote o restrizioni quantitative e le procedure antidumping previsti dall’Unione Europea) nei confronti delle quote dalla Cina già scadute, che stanno generando effetti devastanti sugli assetti produttivi e occupazionali del settore in Europa; 3.parità di condizioni nel commercio internazionale. “Attraverso
questo atto - ha concluso Spacca - è stata accolta anche una specifica
richiesta dell’Associazione nazionale dei calzaturieri (A.N.C.I.), in
considerazione della forte esposizione di questo comparto rispetto alle
contraffazioni ed agli attacchi di concorrenza sleale.”
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