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LA FIDUCIA DAI NUMERI


 

I numeri dell’Istat sull’export confermano la nostra fiducia nel futuro del sistema-Marche.

L’export delle Marche nei primi sei mesi del 2004 è cresciuto di +11,8%. Questa espansione è doppia rispetto alla media nazionale (+5,7%), e sensibilmente superiore a quella di regioni ad elevato tasso di industrializzazione come Toscana, Emilia, Veneto, Friuli, Piemonte e Lombardia.

Va evidenziato, per chi lo ignorasse, che il dato delle esportazioni è ancora più significativo, perché non include la contabilità degli investimenti diretti esteri (IDE), che si aggiungono, e non si sottraggono, al complessivo processo di internazionalizzazione dell’economia marchigiana, che si dimostra capace di originare flussi integrativi di risorse per gli investimenti nel nostro territorio.

Il risultato, dunque, è assai confortante, perché la possibilità dell’Italia di agganciare stabilmente il treno dello sviluppo si legano sempre più alla capacità di apertura e proiezione internazionale.

Ne è la riprova l’apparente divergenza registrata a livello nazionale tra la crescita del Pil nel secondo trimestre dell’anno (+1,2%) è la brusca frenata a luglio della produzione industriale (-3,7%). Tali indicazioni non sono contradditorie, ma confermano che in questa particolare fase congiunturale la ripresa è trainata soprattutto dalla crescita del commercio estero.

Le performances esportative delle Marche testimoniano la capacità del made in Italy regionale di reggere l’urto della competizione internazionale, e di consolidare posizioni di eccellenza nel panorama italiano. Tutti i territori provinciali ed i diversi settori contribuiscono in modo ampio e diffuso all’espansione, e perfino l’export del distretto calzaturiero a tornato al segno positivo (+8,0%), pur considerando il traffico di perfezionamento passivo che comunque riguarda tutto il paese.

Questi risultati consentono di guardare il futuro con fiducia, e spingono la Regione a sostenere energicamente la strategia di apertura internazionale delle Marche.

E se i paesi di nuova industrializzazione corrono veloci e premono con forza,

ai distretti marchigiani, soprattutto del made in Italy , si impongono sfide impegnative: la Regione è al loro fianco per sostenerle.

-Più internazionalizzazione stabile sui mercati esteri , perché molte aziende   regionali ancora esportano, ma non sono nei mercati esteri.

-Più internazionalizzazione “senza fratture” , affinché l’espansione all’estero non provochi ric adute occupazionali negative, ampliando al contrario le opportunità e le risorse da investire nel territorio marchigiano nelle attività a maggiore valore aggiunto.

-Più immagine Marche sui mercati esteri , attraverso la valorizzazione coordinata delle “eccellenze” turistiche, culturali, ambientali, e enogastronomiche del sistema-Marche.

-Più sostegno di sistema (nazionale ed europeo) al made in Italy , senza velleità di ric orso ad antisto ric i dazi doganali, ma con un chiara e coordinata azione di tutela e promozione nelle sedi nazionali ed internazionali.

-Più ric erca, innovazione e qualità , per promuovere diversificazioni, evitare competizioni di costo, posizionare su più elevate fasce di mercato le produzioni marchigiane.

-Più formazione ed occupazione di qualità , perché la conoscenza è l’autentico fattore chiave dello sviluppo, capace di alimentare sempre nuove opportunità di lavoro ad elevata qualificazione.

-Più crescita nella dimensione organizzativa, per raggiungere masse critiche coerenti con avanzate funzioni gestionali.

-Più credito per lo sviluppo reale , perché le strategie di crescita imprenditoriale non possono prescindere da un solido ed evoluto sistema finanziario.

A queste sfide la Regione offre il proprio contributo con progetti e risorse: il Ministero dell’Economia evidenzia che la spesa per lo sviluppo ed il sostegno alla competitivita’ realizzata nelle Marche negli ultimi anni, in rapporto al Pil, è superiore sia alla media nazionale che a quella del Centro-Italia.

Ora dobbiamo rafforzare la progettualità collaborativa tra istituzioni, autonomie funzionali, forze sociali e categorie produttive, per affrontare criticità settoriali e territoriali, consolidare coesione e capitale sociale, offrire nuovo slancio all’economia ed alla società delle Marche.

Dobbiamo lavorare sempre di più al ric onoscimento di una autentica identità marchigiana, impegno gravoso in una realtà che si declina al plurale, ca ric a di individualismi e particolarita’. Tuttavia, solo dimostrando nella concretezza dei   comportamenti di essere una vera comunità, riusciremo a conseguire nuovi traguardi di crescita, che non si pongono a singoli elementi, ma a tutta la regione, investita della responsabilità di essere un sistema fortemente unito, coeso e solidale: le Marche siamo tutti noi. Ed è tempo di dimostrare il nostro orgoglio di essere marchigiani.

 

 

Gian Mario Spacca

Vicepresidente Regione Marche

Ancona, 18 settembre 2004

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