FINANZIARIA E RICOSTRUZIONE
Il Vicepresidente Spacca: “le somme stanziate dal Governo nazionale
sono inferiori al 4% di quelle necessarie solo per i lavori di ricostruzione
programmati nel 2005: sarà un anno perso per la ricostruzione.
Purtroppo le nostre preoccupazioni erano fondate”.
“Il 2005 sarà un anno perso per la ricostruzione: le risorse
stanziate in Finanziaria dal Governo nazionale ammontano infatti a 21
milioni di euro e sono meno del 4% dei circa 580 milioni necessari nel
solo anno prossimo per i lavori di ricostruzione programmati di case,
chiese, beni culturali e infrastrutture. E come avevamo previsto, la
fiducia posta sulla manovra impedisce di integrare questo stanziamento
inadeguato e risibile: purtroppo le nostre preoccupazioni erano fondate”:
così il Vicepresidente della Regione Marche Gian Mario Spacca
commenta l’andamento dei lavori parlamentari relativi all’approvazione
della legge finanziaria.
“In pratica - ha spiegato Spacca - solo poche decine di nuovi
progetti potranno essere finanziati. La richiesta finanziaria avanzata
dalla Regione non riguardava il complesso dei 1865 milioni di euro,
bensì era modulata con equilibrio, per far fronte alle effettive
esigenze dell’annualità 2005.
Nonostante ciò, lo stanziamento operato dal Governo Berlusconi
a valere sul fondo di protezione civile consente di accendere un mutuo
che di fatto, secondo le stime degli uffici regionali, attiva nel 2005
solo 21 milioni di euro complessivi per la nostra regione, a fronte
dei 580 milioni necessari per mantenere il ritmo dei lavori programmati.”
“Inoltre, la Finanziaria - prosegue Spacca - non contiene disposizioni
specifiche né in ordine agli oneri sospesi, né per la
proroga delle altre provvidenze a favore delle popolazioni (autonoma
sistemazione) nonché a favore degli enti locali per il personale
e per coprire le minori entrate.
Ci attendevano, come è già successo in altre zone d’Italia,
l’esonero dalla restituzione di cittadini e imprese, o al massimo
il pagamento del 10% delle somme sospese.
Non solo ciò non è avvenuto. A pochi giorni dalla scadenza
dei termini non c’è nemmeno il provvedimento formale di
proroga, perché la Commissione Finanze ha solo approvato un ordine
del giorno di raccomandazione.
Gli enti locali rischiano un ulteriore colpo durissimo ai propri bilanci
e il destino del personale impiegato nelle attività della ricostruzione
diviene ora assai incerto.
Tali vicende sono sconcertanti e denotano la grande disattenzione da
parte del Governo nazionale nei confronti delle esigenze dei cittadini
e delle imprese dell’entroterra marchigiano”.