INTERVISTA
DEL CORRIERE ADRIATICO A GIAN MARIO SPACCA, CANDIDATO A PRESIDENTE DELLA
REGIONE. Ancona, 13 novembre 2004
Allora, Vicepresidente, la candidatura
a Presidente e' cosa fatta. Ora si dovrà rimboccare le maniche…
E' un grande onore rappresentare il progetto che unisce l'alleanza democratica
del centrosinistra delle Marche. Ringrazio tutta la coalizione per la
fiducia espressa nei miei confronti. L'unità dell'alleanza e
la motivazione forte di ogni sua componente protagonista sarà
il fondamento del mio impegno.
Si intuisce una certa
soddisfazione.
Certamente. In un passaggio così complesso, il centrosinistra
marchigiano ha confermato le doti di unità, coesione e affidabilità
che sono alla base delle esperienze diffuse di buon governo locale in
tante città e nelle province della nostra regione.
A proposito: ma quale
sarà il prezzo di tutta questa unità ritrovata? I DS,
per esempio, cosa chiederanno in cambio della poltronissima? All'appello,
poi, manca ancora la legge elettorale su cui i partiti piccoli non mollano.
La coesione, l'unità e la disponibilità dimostrate dal
centrosinistra sulla proposta di candidatura consentiranno di individuare
equilibri comuni e condivisi. Ogni componente della coalizione è
una risorsa preziosa e questo dovrà essere riassunto nella legge
elettorale.
E del listone cosa
dice? Il suo partito, la Margherita, ha chiesto un tavolo regionale
ad hoc. Si farà o no questa lista unitaria per il 2005?
Il dibattito è aperto. Ci sono opinioni differenti. Molto dipenderà
dal quadro nazionale. La decisione delle Marche non potrà essere
una scelta erratica.
Un pensiero per il
presidente D'Ambrosio. Si dice che lo attende un seggio in Parlamento
anche se non tutti i DS sono d'accordo…
E' un uomo rigoroso e competente, che ha ben guidato la Regione in un
periodo molto complesso; è una risorsa che la coalizione dovrà
valorizzare al meglio.
Un giudizio sulla
legislatura che si avvia a conclusione.
L'attività del governo del centrosinistra è stata positiva
per la crescita della Regione, come testimoniano gli indicatori sociali
ed economici. Ora bisogna guardare avanti.
E' più sereno
o preoccupato per ciò che l'attende?
Sono determinato. Provengo da quella cultura del lavoro e dell'impegno
che è anche il carattere distintivo della gente delle Marche.
Le responsabilità offrono stimoli e motivazioni.
Convinto di vincere?
Ogni segno consente di guardare con ottimismo all'appuntamento elettorale
di primavera prossima. Non possiamo tuttavia abbassare la guardia: la
priorità immediata è la nuova proposta per il governo
per le Marche, che costruiremo ascoltando i soggetti protagonisti della
nostra comunità.
Che Regione immagina
per il futuro?
Una regione dove i giovani possano formarsi e progettare con più
serenità il proprio futuro, dominando l'incertezza e la precarietà
di un lavoro che cambia continuamente; le donne possano esercitare i
propri diritti in ogni campo. Una regione dove i più deboli possano
trovare un sostegno nelle istituzioni, dove gli imprenditori possano
sviluppare le proprie imprese. Insomma Marche coese e forti.
Le priorità,
dunque?
Fiducia e coesione sono indispensabili per rilanciare il nostro futuro,
affrontare rischi e responsabilità
La prima di tutte?
Contrastare il carovita e qualificare le politiche sociali, per proteggere
le fasce più deboli. Quindi i servizi sanitari, viabilità
e sicurezza del lavoro. Infrastrutture.
Come intende muoversi?
La politica deve confrontarsi e tornare il più possibile in mezzo
alla gente. Ascoltare è tanto importante quanto parlare. In questo
senso, ora c'è anche un sito internet www.gianmariospacca.it
, per avere una ulteriore possibilità di confronto diretto con
i cittadini, ed in particolare con i giovani.
Il modello marchigiano
può crescere?
Sì, valorizzando l'armonia e l'equilibrio della sua identità:
tra l'attività d'impresa e integrità dell'ambiente, tra
lavoro organizzato e centralità della persona, della famiglia
e della comunità, tra rispetto delle tradizioni ed apertura all'innovazione,
tra apertura internazionale e radicamento locale.
Cosa pensa di Baldassarri?
E' un avversario temibile? Alla sua altezza?
Sarebbe un avversario di levatura. Certamente consentirebbe di sviluppare
il confronto elettorale su progetti e cose concrete, probabilmente senza
cadute di stile e rissosità gratuite. Un po' mi dispiacerebbe
se non si candidasse.
La principale differenza
con il centro-destra?
Siamo un altro mondo. Noi siamo plurali e loro singolari. Noi siamo
comunitari e loro individualisti. Noi ci ancoriamo ai valori, loro agli
interessi.
La concertazione è un valore?
Qualcuno ha rimproverato a questa Giunta di essere poco "aperta"
al confronto…
Senza dubbio la concertazione è un valore, ma occorre qualcosa
in più. E' necessario un nuovo ed impegnativo "gioco di
squadra", basato non solo su consultazioni formali ma sulla condivisione
e collaborazione tra enti, forze sociali e del volontariato, categorie
produttive, sistema della ricerca e del credito.