I
NODI DELLA RICOSTRUZIONE.
Spacca: "Il Governo nazionale stanzi consistenti risorse in Finanziaria
per evitare il blocco dei nuovi progetti. L'esonero dal recupero dei tributi
è un atto dovuto."
"Chiediamo al Governo di stanziare cospicue risorse nella Finanziaria
2005, per evitare il blocco dei nuovi progetti a partire dalla fine
dell'anno in corso": lo ha ribadito con forza il Vicepresidente Gian
Mario Spacca alla vigilia dell'incontro con tutti i parlamentari marchigiani
che la Regione ha promosso per domani (lunedì) per discutere sulle prospettive
della ricostruzione nelle Marche.
"Chiediamo - ha proseguito Spacca - impegni netti e definitivi a tutti
i parlamentari marchigiani, ma soprattutto a quelli di maggioranza ed
ai rappresentanti del Governo nazionale, su alcuni punti ben precisi.
-Per completare la ricostruzione nelle Marche occorrono ancora 1865
milioni di euro.
Senza questi fondi non potranno essere finanziati oltre 8000 2° case,
circa 1000 edifici per attività produttive, importanti opere pubbliche
e beni culturali. In mancanza di risorse aggiuntive in Finanziaria,
dunque, a partire dalla fine del 2004 non potrà essere ammesso a finanziamento,
anche se con progetti contierabili in graduatoria, nessun nuovo intervento
di riparazione di edifici privati, pubblici o monumentali.
-Per il Governo nazionale l'esonero delle popolazioni marchigiane dal
recupero dei tributi sospesi è un "atto dovuto", per equità di trattamento
con altre regioni d'Italia.
La Regione Marche ha da tempo sollecitato questo provvedimento, o in
subordine, l'applicazione delle norme sul condono fiscale come previsto
nella Finanziaria 2003 per le popolazioni di Ragusa, Siracusa e Catania
colpiti dal sisma del '90.
Ora, con l'approssimarsi della discussione sulla Finanziaria, per il
Governo nazionale è giunto il tempo delle scelte: si tratta di evitare
l'avvio del recupero di tali oneri fiscali e previdenziali dall'inizio
dell'anno prossimo.
La Regione, come finora ha sempre fatto, si adopererà con ogni mezzo
per impedire che i cittadini e le imprese marchigiane subiscano inaccettabili
penalizzazioni e discriminazioni."