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LAVORO E WELFARE PER LO SVILUPPO EQUO, SOLIDALE E DI QUALITA' DELLE MARCHE. Ancona, 15 ottobre 2004


  "La centralità del lavoro e del welfare sono il fondamento dello "sviluppo di qualità" delle Marche, da consolidare e rilanciare attraverso una nuova stagione di dialogo e confronto sociale.
L'originale percorso di crescita della nostra comunità si fonda infatti sul lavoro, sulle grandi doti di responsabilità, impegno e creatività che il lavoro marchigiano ha saputo esprimere nel tempo.
Non abbiamo altra via che quella dello sviluppo del lavoro: infatti, non possediamo significative materie prime, rendite di posizione tecnologica, rendite finanziarie che derivano da attività commerciali precedenti.
Dobbiamo dunque avere soprattutto fiducia nella capacità di espansione del lavoro. E' vero, esistono difficoltà, ma se confrontiamo i Censimenti Istat 2001 e 1991 si evidenziano 10 anni di crescita: nelle Marche l'occupazione cresce di +11,8%, mentre in Italia di +7,8%. Addirittura il lavoro nei settori produttivi regionali, nello stesso periodo, si incrementa di +7,8%, mentre si riduce a livello nazionale di -2,6%.
Esistono ora criticità settoriali e territoriali che non dobbiamo sottovalutare.
Ma anche di recente si conferma la solida capacità di tenuta complessiva del sistema-Marche: nel triennio 2001-2003 il lavoro cresce di 6,2%, contro il +0,4% del Nord-Est ed il +1,5% dell'Italia; e nel 2003 la disoccupazione è al 3,8%, ovvero meno della metà di quella nazionale (8,7%).
Anche l'esplosione di crescita imprenditoriale non sarebbe stata possibile senza la sicurezza sociale del territorio e dei cittadini, che hanno usufruito di una elevata copertura dei bisogni essenziali di welfare quali salute e assistenza sociale, educazione e istruzione, ordine pubblico ed altri servizi per la qualità della vita. Non a caso le Marche sono la regione con la più alta speranza di vita in Italia.
Lavoro e welfare, dunque, hanno garantito una lunga stagione di benessere e coesione, definendo, insieme al territorio, i tre pilastri di crescita della nostra comunità.
Ora si affacciano nuove sfide: le pressioni sul lavoro della concorrenza internazionale; una flessibilità che si trasforma in precariato; i bisogni delle nuove aree di povertà di una società sempre più multiculturale; l'attacco al welfare ed agli enti locali di un Governo nazionale inadeguato, che nel Paese alimenta sempre più divisioni, conflitti e sfiducia nei cittadini.
Per governare tali cambiamenti anche nelle Marche, il binomio istituzioni-mercato, e politica-impresa, risulta insufficiente.
E necessario una più forte collaborazione tra istituzioni, mondo del lavoro e forze sociali. Attraverso un autentico "gioco di squadra" sul territorio, capace di alimentare rinnovata progettualità cooperativa, superando incomprensioni e particolarismi.
Per rilanciare la cultura ed il metodo del dialogo, della concertazione e dell'inclusione sociale quali valori centrali di una comunità che non si rassegna alle derive plebiscitarie, in quanto si fa forza della propria identità solidale
Per una sintesi innovativa e avanzata tra lavoro sicuro di qualità e competitività, tra partecipazione e democrazia diffusa, tra tutela dei diritti sociali ed efficienza.
Investendo sul capitale umano, su intelligenze e professionalità, trasparenza delle politiche e motivazione delle persone, ritrovando l'orgoglio di essere marchigiani, attraverso la condivisione di una strategia che si fonda sulla valorizzazione della persona, delle sue capacità, e quindi del lavoro.
Una grande alleanza per le Marche, fondata su un progetto che investa con fiducia in un futuro di sviluppo equo, solidale e di qualità."

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