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| QUALE
FEDERALISMO? Il Vicepresidente Spacca: "questo federalismo divide
il Paese minando la coesione sui diritti fondamentali dei cittadini".
“La riforma federalista della maggioranza genera conflittualità istituzionale e costi elevati; ma soprattutto divide il Paese sui diritti fondamentali dei cittadini”: lo ha detto il Vicepresidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, valutando il disegno di riforma costituzionale in discussione in Parlamento nel corso del Convegno “Quale federalismo?”, organizzato oggi in Ancona dal Gruppo consiliare regionale della Margherita. “Siamo di fronte ad una proposta federalista che mina la coesione sociale alimentando sperequazioni e divisioni proprio sui diritti fondamentali della convivenza civile. Si assegnano alle Regioni in via esclusiva materie come l’assistenza sanitaria e la scuola, senza precise garanzie di equità: uno stesso diritto essenziale dei cittadini potrà essere diversamente tutelato nel territorio nazionale, secondo le diverse visioni e capacità di autofinanziamento delle comunità regionali. Inoltre, c’è grande incertezza sul meccanismo di finanziamento delle competenze devolute, ben lontano dall’essere definito negli aspetti operativi: è facile prevedere nell’immediato nuovi costi e oneri per Regioni ed Enti locali, destinati a scaricarsi su cittadini e imprese che già pagheranno i pesanti tagli e inasprimenti fiscali e previsti dalla prossima Finanziaria.” Anche altri sono i punti critici della riforma secondo Spacca: “iter legislativi farraginosi e incerti rendono altissimi i rischi di diffusi conflitti di competenze, sia tra differenti procedimenti legislativi che tra organi costituzionali statali e locali. Inoltre, la forma di Senato federale prescelta è inadeguata per realizzare un effettivo collegamento rappresentativo delle realtà regionali: il Senato diviene “federale” di nome ma non di fatto. Un parziale passo avanti è comunque stato compiuto con la Costituzionalizzazione della Conferenza Stato-Regioni.“ “L’augurio - conclude Spacca - è che prevalga un ripensamento nella maggioranza di governo per senso di responsabilità istituzionale: la Carta Costituzionale non può essere calpestata come merce di scambio per risolvere i problemi politici interni al Polo. Così non si alimenta la sussidiarietà o il protagonismo delle comunità locali, ma solo la sfiducia dei cittadini nei valori e nelle regole di una convivenza civile equa, coesa e solidale”. Ancona, 5 ottobre 2004. |
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