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INNOVAZIONE TECNOLOGICA E SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE PER LO SVILUPPO DEI DISTRETTI INDUSTRIALI DELLE MARCHE. Ancona, 26 novembre 2004

 

 

       Questa legislatura regionale è stata caratterizzata da una grande attenzione per le politiche dell'impresa e per l'incremento della competitività del tessuto economico e produttivo marchigiano .

       La riforma del Titolo V, che ha chiarito e meglio definito le competenze delle regioni in materia di politica industriale e di sviluppo territoriale, ha posto le basi per nuovi e più efficaci interventi su base locale, tenuto conto che la competitività del sistema produttivo marchigiano è sempre più strettamente connessa alla capacità di sviluppare innovazione tecnologica sia di prodotto che di processo. In questi anni abbiamo sostenuto gli imprenditori su questo versante, impegnando la Regione sia dal punto di vista degli stanziamenti di risorse finanziarie sia da quello della creazione di strumenti, inserendo il sostegno agli investimenti in qualità, innovazione, ricerca e sviluppo quale Asse fondamentale del Piano delle Attività produttive Industriali 2003/2005 e nel Testo Unico sulle attività produttive di cui alla legge 20/03.

      

     In particolare per la diffusione della innovazione e lo stimolo alla ricerca sono stati identificati nella Legge regionale 20\03 tre filoni:

 

•  Un primo filone riguarda le incentivazioni dirette alle imprese per la ricerca industriale e lo sviluppo precompetitivo. Ciò è avvenuto attraverso incentivi automatici di tipo fiscale, come la L.140/97, che nell'ambito della Legislatura ha supportato oltre 1.000 imprese per un totale di agevolazioni pari a oltre 23 Milioni di Euro.

E' in fase di approvazione il nuovo strumento di sostegno regionale alla ricerca industriale e sviluppo precompetitivo delle piccole e medie imprese, previsto dalla nuova L. 598\94 specificamente dedicata alla ricerca. Questo intervento potrà contare fino al 2006 anche delle risorse del Docup Ob. 2 per le zone "depresse", ciò comporterà un effetto moltiplicatore delle risorse disponibili incrementando l'impatto sul territorio.

Con il programma delle Azioni Innovative, sono stati sperimentate forme di intervento dirette a stimolare l'incontro tra il mondo delle imprese, l'Università, i Centri di Ricerca e Trasferimento Tecnologico.

 

•  Un secondo filone punta a stimolare l'efficiente integrazione fra le imprese e l'Università, Centri di ricerca e trasferimento tecnologico e Centri Servizi .

Accanto ad interventi consolidati, quali quelli dei Centri Servizi, che da anni supportano le imprese del territorio nelle difficili sfide della innovazione tecnologica e della qualificazione del sistema produttivo, vanno ricordate nuove strutture di rilievo internazionale all'uopo costituite per qualificare e sostenere i settori strategici del Sistema Marche (ad. Es. Fondazione EQI).

 

•  Favorire lo sviluppo di una rete di conoscenze per il trasferimento tecnologico e l'innovazione.

La possibilità di promuovere tramite accordi fra Regione, Università, Centri Ricerca e di Trasferimento Tecnologico, Associazioni di Categoria un programma di azioni comuni di particolare rilevanza e di interesse generale, quali ad esempio:

•  costituzione e gestione di una strumentazione integrata, anche telematica, per la fruizione delle competenze scientifiche e tecnologiche presenti nelle Università e negli Enti citati;

•  facilitazione dell'accesso da parte delle imprese alle apparecchiature scientifiche e tecniche presenti nel territorio regionale;

•  realizzazione di strumenti e programmi volti al trasferimento tecnologico a partire dalla predisposizione di un nuovo programma di Azioni Innovative FESR.

 

•  Sono state avviate anche forme innovative di sostegno della crescita di competitività dei sistemi produttivi locali, stimolando le imprese a presentare , congiuntamente e in collaborazione con le Università, i Centri di ricerca, i Centri Servizi e di trasferimento tecnologico, progetti volti a diffondere innovazione, a promuovere ricerca industriale e sviluppo precompetitivo, a favorire l'internazionalizzazione. A tal fine la Regione ha destinato circa 3 Meuro, con un'attenzione particolare al settore calzaturiero, che registra particolari difficoltà. Questa innovativa iniziativa va a completare il quadro degli interventi citati, realizzati per le imprese, allo scopo di stimolare la progettualità congiunta di aziende e soggetti del territorio, comprese le Università ed i Centri Servizi, per creare una massa critica all'interno dei distretti capace di diffondere best practice e positive emulazioni.

Sono attualmente in corso d'istruttoria i progetti presentati, che hanno visto un ruolo attivo del territorio, attraverso l'attività svolta dai COICO (Comitati di Indirizzo e Coordinamento dei Distretti), chiamati a svolgere animazione territoriale e sostenere la progettualità "dal basso".

Qualora l'esperienza fornisca i risultati sperati la Regione intensificherà gli sforzi su tale versante.

 

•  La Regione Marche ha inoltre investito in ricerca e sviluppo, tramite le università locali,   destinando quote importanti degli stanziamenti CIPE per il 2002 e 2003 e continuerà a farlo con parte dei prossimi fondi che il Governo assegnerà per gli accordi di programma.

Nell'anno 2003, le destinazioni allo sviluppo di progetti Universitari, sono state caratterizzate da una sensibilità particolare verso quei progetti volti a favorire la competitività del nostro tessuto produttivo, in particolare per quei settori che registrano difficoltà di ordine strutturale e congiunturale.

Tenuto conto della complessità di pronto adeguamento ai nuovi scenari di mercato, per il nostro sistema di piccole imprese, occorre rafforzare ulteriormente le performance di questa attività, perché la competizione riguarda sempre più i sistemi e dipende in modo diretto dalla quantità di innovazione contenuta sia nei prodotti che nei servizi. A tal fine è cruciale   la capacità di aggregare le risorse disponibili sul territorio, rendere l'accesso alle agevolazioni semplice ed omogeneo nelle modalità e riuscire a raggiungere dal punto di vista economico una significativa massa critica, conseguendo un effetto addizionale di efficacia. A partire dalle assegnazioni CIPE 2004 una parte delle risorse disponibili sarà, quindi, destinata anche agli strumenti di intervento diretto verso le imprese.

 

•  Le imprese necessitano di innovazione e ricerca per dare slancio alle esportazioni e mantenere le quote di mercato conquistate in questi anni , per mantenere un adeguato livello di competitività , in una fase di congiuntura economica internazionale non favorevole . E' indispensabile concentrare gli sforzi dei diversi livelli istituzionali per la realizzazione di una politica nazionale e regionale della ricerca e della innovazione, che sostenga la qualità dello sviluppo e la competitività del sistema produttivo e dei servizi.

In particolare a partire dal Piano nazionale della ricerca 2004/2006 va assicurato il raccordo e la complementarietà fra il livello nazionale e quello regionale, quale condizione inderogabile per l'efficacia ed il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo definiti dall'Unione Europea.

 

 

•  Fondamentali risultano alcune linee di intervento:

•  Rilanciare gli investimenti pubblici e privati in ricerca, tecnologie, nuove produzioni, formazione delle nuove professionalità, armonizzando risorse ed obiettivi previsti dalle leggi regionali e nazionali con quelli offerti dai Fondi europei, (a partire dai Programmi regionali per le Azioni Innovative, dal VI Programma quadro per la ricerca e sviluppo) ;

•  Promuovere sistemi territoriali a rete di ricerca e formazione,collegati a reti nazionali ed internazionali, in grado di diffondere know how ed innovazione, attrarre nuovi investimenti ;

•  Mirare congiuntamente sia alla creazione di imprese e servizi tecnologicamente innovativi, sia all'innalzamento dei livelli di innovazione e competitività nei settori nei quali è specializzato il sistema produttivo locale, per mantenere un'elevata potenzialità di competizione nei mercati internazionali,

•  Valorizzare i sistemi produttivi locali attraverso un'attiva politica regionale , condivisa con le parti economiche e sociali,   volta a promuovere la competitività , l'innovazione e l'internazionalizzazione anche delle piccole e piccolissime imprese.

•  In questa logica deve essere prima di tutto rafforzato sia il partenariato con il nostro territorio sia con gli enti e strumenti nazionali a sostegno della ricerca ed innovazione. Penso in particolare alle Province, al sistema Camerale, alla Svim e ai Centri di Servizio, ai Centri di ricerca e di trasferimento tecnologico, ma anche al Ministero delle attività produttive e a quello della istruzione e ricerca, al CNR e a Sviluppo Italia, alle Università, ed a tutti quei soggetti privati e pubblici con i quali sia possibile condividere l'impegno a perseguire obiettivi di sviluppo dell' economia locale e che si qualificano a tal fine individuando nella promozione dell'innovazione tecnologica ed organizzativa nei processi, nei prodotti, nei sistemi aziendali ed interaziendali delle PMI e nel sostegno alla nascita di nuove imprese, una delle loro priorità di intervento.

 

•  L'Amministrazione   potrebbe agire da elemento di facilitazione, catalizzazione e stimolo alla crescita delle risorse per la ricerca e l'innovazione e della loro messa a sistema . In altri termini   operare come fattore di connessione tra le diverse componenti del sistema: i cittadini, le imprese, le istituzioni di ricerca e trasferimento tecnologico, le istituzioni finanziarie, le istituzioni di governo locale, nazionale, comunitario e internazionale. Q ueste azioni dovrebbero mirare ai seguenti risultati:

•  la crescita della capacità innovativa, nei settori ad alta tecnologia e in quelli tradizionali, e quindi del potere competitivo sui mercati internazionali del sistema produttivo marchigiano, con le conseguenti ricadute positive in termini di sviluppo economico e occupazionale ;

•  il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, delle condizioni di lavoro e dell'ambiente;

•  la crescita delle eccellenze scientifiche e tecnologiche del sistema della ricerca regionale, e il connesso miglioramento del sistema dell'alta formazione;

•  l' attrattività del sistema , verso talenti, imprese leader e capitali, sviluppando il posizionamento della regione come nodo primario nella rete globale di poli di produzione di conoscenza e di sviluppo economico e sociale.

 

I principi guida per l'intervento regionale possono essere così sintetizzati:

•  Integrazione tra ricerca/innovazione e produzione . La strategia deve riguardare i meccanismi di trasferimento di tecnologie tra produttori e utilizzatori di conoscenza.

•  Sussidiarietà . Promuovere l'integrazione fra i vari livelli di Governo,   centrale e locale. V alorizzare l'apporto di tutti i soggetti pubblici e privati, che, per capacità e prossimità siano in grado di cooperare per il raggiungimento degli obiettivi di ricerca e innovazione. La Regione non si sostituisce quindi all'azione degli attori in campo, ma al contrario agisce per favorire il miglior funzionamento del sistema (strategia " bottom-up ").

•  Messa a sistema . Tramite la concertazione e i meccanismi di coordinamento distrettuale si favoriranno le interazioni tra gli attori del sistema, facendo emergere una visione organica nelle loro strategie, creando occasioni di comunicazione e confronto, facilitando l'allineamento tra le loro azioni, promuovendo partenariati, permettendo lo scambio di esperienze, identificando e diffondendo le buone pratiche, stimolando l'emulazione di situazioni eccellenti.

•  Addizionalità . Per garantire la massa critica, la concentrazione delle risorse, e l'amplificazione degli investimenti regionali, la Regione promuove la compartecipazione di più attori nelle politiche di ricerca e innovazione

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